La scuola che vorremmo…

Nasce finalmente la mia pagina facebook  https://www.facebook.com/emiliacapasso2017/, “La scuola che vorrei” con l’intento di raccogliere più opinioni possibili, idee, suggerimenti e critiche da parte dei miei ex o attuali studenti, ma anche di studenti provenienti da altre regioni italiane. Sarà un duro lavoro di ricerca con un obiettivo ambizioso: un libro che possa smuovere le coscienze addormentate di alcuni docenti e soprattutto di chi si occupa dall’alto della Pubblica Istruzione, cosicché la scuola possa finalmente essere riformata attraverso il buon senso.

Noi docenti ci lamentiamo tutti, chi per un motivo chi per un altro, così si lamentano gli studenti, il personale ATA e i genitori.

In questi ultimi anni abbiamo assistito a un declino senza fine della scuola italiana, tra tagli selvaggi e riforme inutili. La risultante è stata un abbassamento del livello culturale medio, ovvero l’opposto obiettivo che si prefiggono tutte le riforme presentate.

Un esempio su tutti: io ho frequentato il liceo linguistico tra il 1984 e il 1989. Ogni settimana nel mio orario erano presenti 6 ore di inglese, 6 di francese e 4 di tedesco, di cui un’ora con lettore madrelingua. Per contro, mio figlio ha cominciato il liceo linguistico circa 4 anni e mezzo fa, adesso è all’ultimo anno e nel suo orario per ogni lingua gli sono riconosciute 2 ore di inglese più una con lettore madrelingua. Esattamente la metà. Mio figlio e i suoi coetanei devono ringraziare Internet, Netflix e You tube, che permettono loro in maniera autonoma di migliorare la lingua inglese, ma per quanto riguarda le altre due, non credo abbiano lo stesso livello che avevamo noi studenti più di 20 anni fa. E lavoravamo solo sui libri!

Di esempi ce ne sarebbero tanti, ma li conosciamo tutti. Lamentarsi per lamentarsi non serve.

Io voglio dare la voce agli studenti, ovvero coloro che hanno il diritto-dovere di costruirsi il futuro che meritano qui in Italia, non all’estero se non è per loro scelta o desiderio.

Restituiamo la scuola ai loro legittimi proprietari, naturalmente con l’ausilio di professori motivati e illuminati, che amano il loro lavoro e rispettano gli studenti. Insieme possiamo ricostruire da queste macerie e allora sì che sarà anche un piacere andare a scuola e sarà più facile anche trovare lavoro.

Obiettivi della scuola:

aiutare lo studente a

  1.  sviluppare la propria personalità
  2. comprendere se stesso
  3. superare le proprie paure o insicurezze
  4. raggiungere piccoli obiettivi
  5. migliorare in ogni materia
  6. comprendere il mondo che lo circonda
  7. accettare le proprie e le altrui diversità
  8. comprendere l’essenzialità delle arti
  9. rispettare il proprio corpo evitando fumo, droghe o alcolici
  10. riconoscere l’importanza dello studio e dello sport insieme
  11. scoprire i propri desideri e compararli alle proprie caratteristiche
  12. sviluppare le conoscenze e le abilità del lavoro che si vuole intraprendere
  13. ottimizzare i rapporti sociali con i coetanei e con gli adulti
  14. imparare a dialogare
  15. eliminare i pregiudizi
  16. sviluppare lo spirito critico
  17. alimentare la curiosità
  18. imparare a cambiare idea
  19. imparare a ripartire dagli insuccessi
  20. riconoscere i propri limiti ma tentare almeno di superarli

A questi obiettivi se ne potrebbero aggiungere altri, ma già se si raggiungessero questi avremmo fatto un gran passo avanti, enorme direi.

Noi insegnanti dobbiamo però essere i pionieri di questa trasformazione cominciando con una sana, razionale autocritica e smettendo di pensare che TUTTO quello che spieghiamo è indispensabile. Riflettiamo se effettivamente certi argomenti sono necessari e se proprio li riteniamo tali, pensiamo bene a come presentarli. Uno studente incuriosito a casa continuerà le ricerche per conto suo. Uno studente annoiato, imparerà il necessario e in pochi giorni archivierà tutto o arriverà addirittura a odiare quella materia.

Cari insegnanti ricordiamoci che i nostri studenti hanno una scadenza, nel senso che ciascuno di loro in pochi anni concluderà il suo ciclo di studi. Noi, invece, resteremo a scuola fino alla pensione. Cerchiamo di rendere il nostro lavoro una gioia!

E. Capasso

 

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2 thoughts on “La scuola che vorremmo…

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  1. Cara emilia, pur non essendo insegnate e ahimè da molto tempo nemmeno più una studentessa, apprezzo molto il progetto che hai in mente di costruire.
    Anche io ho l’impressione che la scuola sia peggiorata,come contenuti soprattutto ma anche come spinta ideale… Eppure è il momento più importante nella formazione delle persone.. E’ chiaro che c’è una volontà che vuole gli studenti meno consapevoli e più ignoranti… Vedo che questa strategia sta funzionando.. Auguro a questa tua iniziativa il successo che merita

    Mi piace

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