Della conoscenza della politica.

Leggevo ieri della elezione di Schultz a leader dei socialdemocratici tedeschi, con il 100% dei voti. Ammetto che la prima reazione è stata di perplessità, sfiorata da una vaga sensazione di paura.  Poi mi sono lasciata andare al solito questionario che mi pongo quando so poco di qualcosa o di qualcuno e naturalmente non avevo risposte da fornire a me stessa. Le domande erano:

Chi è davvero Schultz, politicamente parlando?

Cosa determina un tale successo politico?

Dove sta sbagliando la Merkel?

Questo risultato è solo voglia di ricambio politico?

Shultz rappresenta una sicurezza per i tedeschi?

L’Europa unita e unitaria a chi giova realmente?

E’ ovvio che la televisione di stato in Italia non offrirà mai uno special per approfondire questa figura politica che ha ottime prospettive di vincere le elezioni contro la Merkel nel prossimo settembre, o forse stiamo assistendo alla consumata tecnica di propaganda politica?

Chi ha avuto modo di studiare storia all’università, o forse anche al liceo, se ha avuto un buon insegnante, sa che possono esistere più versioni dello stesso evento storico; dipende da chi lo racconta e questo è assolutamente antistorico! La storia dovrebbe essere narrazione e comprensione di fatti storici realmente accaduti, spiegati e analizzati con assoluta obiettività. Tuttavia sappiamo che spesso non è così.

Per quanto riguarda la storia contemporanea, la narrazione obiettiva e oggettiva risulta ancora più difficile. Sono in grado di raccontare il nostro complesso presente i giornalisti italiani con tanto di tessera di partito? Quanto possono dire e quanto non possono dire?

Tornando a Shultz, ciò che resterà in mente a chi segue le notizie solo in tv, è il fatto che sia stato votato all’unanimità. Ma cosa significa? Che è un grande statista, apprezzato e stimato, o che è talmente potente da potersi “comprare” i voti di tutti. Ecco un esempio di doppia lettura storica.

Come possiamo capire chi è davvero Shultz, o almeno tentare di comprenderlo, se non abbiamo fonti o notizie del suo percorso politico attraverso ricerche o reportage giornalistici? Di certo conosciamo la sua importanza all’interno del Parlamento europeo, di cui è stato Presidente dal 2012 al gennaio  2017; sappiamo della sua polemica con Berlusconi e altri parlamentari europei. Ma poi? E’ un uomo di sinistra o di destra? Anche se oggi mi risulta difficile capirne la reale differenza.

Quello che so per certo è che in Italia la sinistra non esiste più, che in Inghilterra sono tornati i conservatori, che persino negli USA comanda un destroide. Ogni volta che il mondo è in crisi arrivano i supermen populisti a infuocare le masse, a parlare ai loro stomaci, a promettere miracoli che puntualmente non arrivano.

Studiando storia ho imparato almeno una lezione: un uomo o una donna sola al comando non può governare. Persino i sovrani assoluti avevano dei consiglieri o un gruppo di nobili forse anche più potenti di loro senza il cui sostegno non avrebbero regnato un giorno.

Il nocciolo della questione è questo: oggi chi sono i consiglieri o i nuovi nobili che consigliano e sostengono gli attuali capi politici? I soliti banchieri?

“Segui il denaro” diceva Falcone riferendosi alle indagini contro i mafiosi e la politica senza denaro è impossibile.

Per conoscere bene un politico di spicco e capirne il pensiero e la qualità morale, occorre conoscere il suo entourage.

Conoscere e comprendere la storia dovrebbe essere un nostro dovere morale. Informiamoci.

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2 thoughts on “Della conoscenza della politica.

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  1. Oggi ho scoperto un lato di te nuovo, almeno per me che seguo da un po’ di settimane i tuoi blog. Sono d’accordo con te su tutta la linea, penso spesso alla carenza di informazioni non di massa (ci ho scritto su qualcosa, tempo fa, a proposito della comunicazione e dell’informazione) e sono stanca delle litanie ripetute dalla mattina alla sera. Quello che so di Shultz è che quando era in Europa ha sostenuto la politica lacrime e sangue dei tagli ai servizi e al debito pubblico. Che poi non si è ridotto, ma i servizi e il lavoro sì 😦
    Non mi spello le amni ad applaudire, ma non mi stupisce che tenti di scalzare l’irriducibile Merkel. quella sì che un osso duro….

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  2. Io non sono complottista, per carità, ma ho smesso di credere alle buone intenzioni di molti politici.
    Poi se ti lamenti diventi qualunquista, allora fingiamo di credere nelle loro belle intenzioni.
    Sto finendo di leggere “Media e potere” di Noam Chomsky, se non lo hai letto te lo consiglio.

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