Sarebbe stato tutto diverso se…

Il 21 febbraio 2020 Vo’ Euganeo, un paesino nella provincia di Padova, diventa famoso per il probabile paziente zero, un pensionato di nome Adriano Trevisan, che muore per complicanze legate anche al coronavirus. Il 23 febbraio il comune viene messo in isolamento, mentre le scene delle transenne, dei militari, della desolazione entrano nelle case degli italiani. Al fuoco della paura scatenata sempre dalle parole dei giornalisti, il sindaco di Vo’, Giuliano Martini, risponde con uno screening serrato a tutta la popolazione per ben due volte: la prima a fine febbraio, la seconda all’inizio di marzo.1 L’8 marzo il paese termina la quarantena e arrivano i risultati dello screening che ha visto tamponare quasi l’intera popolazione 2800 cittadini su 3300. La ricerca condotta dal virologo Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova, fa emergere dei dati molto interessanti. Riporto qui parte dell’articolo dell’Università di Padova del 22 aprile 2020.2

”Il dato più importante che emerge dal lavoro, di cui si era già ampiamente discusso e su cui si sono consumate polemiche scientifiche e istituzionali, riguarda la percentuale di asintomatici, ovvero gli individui che sono positivi al Sars-Cov-2, possono trasmetterlo, ma non sanno di averlo in quanto non manifestano i sintomi della malattia. (…)  Ora lo studio di Crisanti conferma che su una popolazione reale, quella di Vo’, di 2.800 individui al primo campionamento (effettuato a fine febbraio, dal 21 al 29) e di 2.300 al secondo campionamento (effettuato il 7 marzo), era asintomatico il 43% dei positivi al virus. (…)

Lo studio di Crisanti, cui ha collaborato l’Imperial College di Londra e uno statistico dell’università di Oxford, mostra non solo l’efficacia delle misure di distanziamento sociale nell’interruzione della catena di trasmissione del contagio, ma anche la necessità di un intervento di tracciamento tempestivo dei casi e dei loro contatti, seguito da eventuale isolamento. Se l’indice riproduttivo del virus R0, ovvero il numero di individui che ogni positivo infetta, era circa 3 l’ultima settimana di febbraio, è stata registrata, l’8 marzo, una discesa a 0,1. Le misure di contenimento a Vo’ hanno dunque ridotto l’infezione di un valore compreso tra l’89% e il 99%. (…)

Al primo campionamento, che ha coperto circa l’86% degli abitanti del paese dei colli Euganei, era stata trovata positiva il 2,6% della popolazione (73 persone), un’enormità l’ha sempre definita Crisanti, contando che si trattava dell’inizio della curva dei contagi. Al secondo campionamento, cui si è sottoposto volontariamente il 71% del paese, i positivi erano l’1,2% della popolazione (29 persone), e i nuovi infetti lo 0,3% (8 persone). Al primo campionamento 30 delle 73 persone erano asintomatiche (il 41%), mentre al secondo lo erano 13 delle 29 (quasi il 45%). Degli 8 nuovi casi, 5 erano asintomatici. (…)

Lo studio evidenzia che la probabilità di infettarsi stando a contatto con un individuo positivo all’interno dello stesso spazio domestico è di circa l’85%. (…)

Un altro dato che merita approfondimento è che nessuno dei 234 bambini al di sotto dei 10 anni, 13 dei quali hanno vissuto a contatto con positivi in grado di trasmettere l’infezione, è risultato positivo al virus. (…)

“Nelle famiglie c’erano persone malate e persone che non si sono mai ammalate, indipendentemente dall’età. Abbiamo visto persone che sono guarite subito e persone che invece sono rimaste positive per tantissimo tempo” ha riportato Andrea Crisanti in conferenza stampa il 21 aprile. “Questa infezione non è uguale per tutti.” (…)

È per questo che a Vo’ partirà nei prossimi giorni quella che potremmo definire la fase 2 dello studio scientifico. “L’obiettivo è quello di sequenziare il genoma di ogni singolo abitante di Vo’.” (…)

Oltre alle predisposizioni genetiche, il nuovo studio andrà a indagare nel dettaglio anche la risposta immunitaria. (…)

“Dall’analisi del genoma di un individuo si ricava una montagna di informazioni, che bisogna mettere a confronto con una miriade di variabili. Ci vorranno 6 mesi almeno” specifica Crisanti.

Cerco ora di schematizzare e analizzare il contenuto di questo articolo.

Il 43% di quasi l’intera popolazione di Vo’ risultata positiva in seguito ai due screening, è asintomatica.

Mia interpretazioneInterpretazione scientifica
È una buona notizia: quasi il 50% non prende il virus in forma sintomatica o grave.Gli asintomatici non sanno di aver contratto il virus, possono infettare, vanno isolati.

Il distanziamento sociale interrompe la catena di trasmissione del contagio.

Ora, sorrido a dover analizzare questa affermazione, ma c’era bisogno di fare uno studio a riguardo? Non è risaputo che se hai anche un banale raffreddore il contatto con altre persone può causare il contagio? A quanto pare no…

Al primo campionamento, che ha coperto circa l’86% degli abitanti del paese dei colli Euganei, era stata trovata positiva il 2,6% della popolazione (73 persone)

Mia interpretazioneInterpretazione scientifica
Questo 2,6% contiene asintomatici, paucisintomatici, sintomatici gravi, ospedalizzati. Andrebbe quindi suddiviso ulteriormente per aver un quadro completo della gravità del contagio e della malattia. Nell’articolo non ci sono i dati, quindi non vuol dire nulla, se non che 73 persone sono positive. Da ricordare che il 14% della popolazione non ha partecipato allo screening.Un’enorme quantità (Andrea Crisanti), perché si è all’inizio della curva dei contagi.


Lo studio evidenzia che la probabilità di infettarsi stando a contatto con un individuo positivo all’interno dello stesso spazio domestico è di circa l’85%.

Mia interpretazioneInterpretazione scientifica
Dove sarebbe la scoperta scientifica?Altissimo contagio per coinquilini

Nessuno dei 234 bambini al di sotto dei 10 anni, 13 dei quali hanno vissuto a contatto con positivi in grado di trasmettere l’infezione, è risultato positivo al virus.

Mia interpretazioneInterpretazione scientifica
I bambini sono immuni al Sars-Cov-2Anche se il 100% dei bambini sono risultati negativi e senza anticorpi, non vuol dire che non possano ammalarsi e contagiare.

“Nelle famiglie c’erano persone malate e persone che non si sono mai ammalate… persone che sono guarite subito e persone che invece sono rimaste positive per tantissimo tempo…questa infezione non è uguale per tutti.” (Crisanti il 21 aprile 2021)

Mia interpretazioneInterpretazione scientifica
Mi sembra la risultante di qualsiasi virus.Virus alquanto bizzarro e dispettoso!

Chiedo scusa per aver usato un po’ di ironia riguardo a questo studio scientifico, ma se è verissimo che non sono una virologa è altrettanto vero che non c’è logica nelle conclusioni che vengono tratte da chi invece dovrebbe essere appunto esperto. Sono convinta che l’intento era buono, che abbiano fatto bene a tamponare l’intero paese per capire bene cosa fosse questo Covid 19 (ammesso che non lo sapessero) e come comportarsi, però ciò non toglie che tutto sia stato interpretato al fine di creare confusione e spargere grammi di paura di giorno in giorno.

Se l’asintomatico infetta come il sintomatico, la conclusione è che tutti possono contagiare. A questo punto a cosa servirà fare i tamponi nel resto d’Italia solo ai sintomatici per mesi? Non sarebbe stato meglio chiudere tutto per un mese, anzi, se consideriamo i risultati di Vo’, per 15 giorni? Considerando anche il fatto che sulla attendibilità al 100% dei tamponi non c’è mai stata certezza, visto che si sono alternate affermazioni varie sulla percentuale di falsi positivi o di falsi negativi, io credo sia importante analizzare i fatti non chi ha detto cosa. Questa pandemia è caratterizzata da affermazioni e smentite continue, con una caccia alla fake news come mai neella storia. Ad esempio, nei primi giorni della sperimentazione dei test PCR, circolava su internet l’ipotesi della loro inattendibilità proprio da parte del presunto inventore di questa tecnica, il virologo Kary Mullis, premio Nobel nel 1993. Tutto ciò è stato smentito, pare che non fosse nemmeno lui l’inventore, insomma se si cerca su Internet non si capisce nulla, distinguere ciò che è vero da ciò che è falso diventa un’impresa, pertanto, non essendo io ricercatrice medica, torno ai fatti per spiegare la mia pandemia affidandomi solo alla logica del pensiero e della parola e all’osservazione di quello che è avvenuto in questi mesi. Insomma, lavorerò un po’ alla Ellery Queen, un misto tra intuito e osservazione. Rischierò magari di sbagliarmi, ma non mi sembra che il CTS (Comitato Tecnico Sciantifico) abbia fatto un lavoro esente da errori anche grossolani.

Per quanto riguarda lo studio che Crisanti voleva portare avanti, ovvero sequenziare il genoma e valutare la risposta immunitaria degli abitanti di Vo’, i risultati sono rimasti nel cassetto per mesi. Nessuno ne ha parlato, nessuno si è interessato a divulgarli, anche perché intanto sappiamo che il nostro governo è andato avanti a lockdown, caccia agli untori, minacce e multe salate.

Sarebbe stato tutto diverso se avessero detto: bene, visto che si ammala gravemente una piccolissima percentuale, (nel caso di Vo’ l’1%), quasi il 50% sono asintomatici e i bambini sono immuni, pensiamo a proteggere i fragili e gli anziani, punto! Invece, improvvisamente tutto è precipitato. Improvvisamente siamo diventati tutti ipotetici untori, potenziali malati gravi di covid 19 e i giovani e i bambini potenziali assassini dei loro nonni. E dulce sinfundo, siamo stati tutti messi agli arresti domiciliari, richiusi nelle proprie abitazioni, quelle in cui l’esperimento di Vo’ dimostrava che il contagio è altissimo.

In sostanza, l’esperimento di Vo’ non è servito a nulla.

O forse non serviva per portare avanti la narrativa della pandemia con un’unica soluzione: il vaccino.


1 https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_05/coronavirus-tampone-tutti-vo-euganeo-noi-caso-unico-fieri-aiutare-253b4572-5e5c-11ea-8e26-25d9a5210d01.shtml

2 https://ilbolive.unipd.it/it/news/studio-crisanti-coronavirus-vo

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