La morte della salute, 8 marzo 2020

L’8 marzo 2020 potrebbe segnare simbolicamente la data della morte della salute intesa come stato di non malattia. Da questo giorno in poi, i cittadini italiani non saranno più suddivisi in sani e malati, bensì in malati e potenziali malati, oppure in malati e malati fino a prova contraria. L’essere sano viene sostituito dall’essere un ”potenziale asintomatico del covid 19”, e per semplificare solo ”asintomatico”, un passaggio di significato non da poco, che darà man forte alla narrativa di tutta questa fantomatica pandemia. Se tutti i cittatini italiani che non hanno sintomi del covid 19 vengono fatti passare per potenziali asintomatici, il gioco del terrore ha raggiunto il suo apice. E’ come quando in un film giallo ad un certo punto lo spettatore, che è caduto nel tranello della sceneggiatura, comincia a sospettare di chiunque, si spazientisce, smette di ragionare e attende che l’ispettore di turno risolva il caso. Il dramma è che nel caso della nostra classe politica, non c’è nessuno che abbia intenzione di risolvere nulla, bensì di far vivere gli italiani in uno stato d’ansia continuo, dove c’è una malattia che chiunque può avere e chiunque può contagiare. E nelle prime fasi del contagio, non si sono risparmiati filmati di persone con il casco per l’ossigeno e corpi riversi supini, mezzi nudi, alla faccia del rispetto della privacy e ancora di più del dolore di chi in quel momento era in ospedale a soffrire le pene della malattia in totale isolamento. La fantapandemia è stata un’opera di disumanizzazione ben riuscita purtroppo, che ha rivelato il declino morale della società occidentale in tutti i suoi punti. Ma di questo parleremo dettagliatamente in un altro capitolo.

Programmi televisivi, telegiornali, quotidiani, social network, annunci pubblicitari, insieme ai politici di spicco e ai virologi da salotto, hanno contribuito tutti a far crescere un senso di angoscia dovuta all’improvviso cambiare degli eventi (il passare da nazione con il sistema sanitario nazionale migliore del mondo a potenziale focolaio di covid 19); hanno costruito l’identità dell’asintomatico come untore volontario, una persona egoista e irresponsabile, insensibile e pericolosa.

E il terrore di ammalarsi di covid con conseguente intubazione e morte solitaria, ha fatto sì che questa figura astratta prendesse corpo quel giorno, appunto l’8 marzo del 2020, nei concittadini che per non restare bloccati in Lombardia, hanno pensato bene di tornarsene al centro-sud. L’uso degli aggettivi in questo anno e mezzo di pandemia è stato davvero accurato. Non posso pensare esso abbia seguito gli eventi, piuttosto gli eventi hanno seguito l’influenza verbale di un discorso mirato a creare un colpevole che non fosse il governo.

Ecco gli estratti di alcuni articoli di quel giorno:

Il messaggeroMilano RepubblicaIl Giornale
“C’è stato un via vai un po’ più intenso di quello registrato in questi ultimi giorni, ma nessuna ressa in stazione Centrale dopo le anticipazioni della bozza del Dpcm. In molti – raccontano gli addetti alla sicurezza – si sono presentati per chiedere informazioni soprattutto sui treni in partenza domani, ma non c’è stata nessuna coda o assalto ai treni, tanto che a mezzanotte – nonostante ci fossero ancora dei treni in partenza – la stazione (hub dell’alta velocità che di notte non fa servizio, ndr) si presentava praticamente deserta”.
«Follia pura – commenta sui social il virologo Roberto Burioni – Si lascia filtrare la bozza di un decreto severissimo che manda nel panico la gente che prova a scappare dalla ipotetica zona rossa, portando con sè il contagio. Alla fine l’unico effetto è quello di aiutare il virus  a diffondersi. Non ho parole».
Questa mattina presto, dopo la notizia della firma del decreto che istituisce una “zona rossa” in tutta la Lombardia nel supermercato di corso Lodi a Milano diverse persone, molte con la mascherina, hanno deciso di riempire i carrelli della spesa di cibo e scorte. ‘C’è stata subito tanta gente, sarà una lunga giornata”, spiega un addetto alla sicurezza in un’Esselunga mentre blocca la gente all’ingresso facendola entrare a scaglioni.Lombardia chiusa. Bozza del governo: si entra ed esce solo per validi motivi. Blindate altre 11 province del nord fino al 3 aprile. 5Mila contagiati, 1000 infettati, 37 morti in un giorno. Sanità al limite. Allarme degli ospedali: mancano medici.

Il Messaggero assume un tono più realistico, parlando di una situazione di normalità, a cui stride il commento del prof. Burioni, che parla di ”follia pura” e, non si sa su quale base scientifica affermi che ”l’unico effetto è quello di aiutare il virus a diffondersi. Non ho parole”. Ecco, nemmeno io ho parole, poiché forse il professore non ha nemmeno letto l’articolo su cui poi ha postato il suo giudizio. Non c’è nessuna situazione di disagio nella stazione di Milano. Di certo c’è qualche partenza in più a causa del DPCM annunciato, ma ciò che mi lascia spiazzata è il giudizio morale nelle parole: ”follia pura”, una libertà linguistica che a mio avviso poco si addice ad uno scienziato. Dare del folle a delle persone di cui si ignora la motivazione per cui hanno lasciato la Lombardia, mi sembra davvero molto poco professionale. L’esagerazione, o iperbole, sarà un’altra forma linguistica molto adoperata, mirata sempre allo stesso scopo cioè creare ansia e creare un colpevole di questa ansia. Gli ”irresponsabili” scappano al sud, se il covid arriva al sud è colpa loro. La responsabilità del governo per non aver chiuso le frontiere con la Cina o per non aver rafforzato ospedali e prontosoccorso, non deve nemmeno sfiorare la mente degli italiani.

La Repubblica di Milano invece sottolinea l’assalto ai supermercati, altro ”corto cinematografico” che occuperà gli spazi informativi di quei giorni, rinforzando il clima di angoscia e di incertezza. Fa da preparazine al discorso ”contiano” della ”guerra contro il nemico invisibile”.

Il Giornale, infine, dà l’allarme peggiore: mancano i medici, la sanità è al limite e stanno per chiudere solo la Lombardia. Anche questo quotidiano, come gli altri, racconta una realtà parziale, perché deve sostenere il potere del governo. Non si domanda, ad esempio, perché mancano i medici nemmeno perché la sanità è al limite, quando solo circa 15 giorni prima tutto era sotto controllo, avevamo la sanità migliore del mondo. La risposta è semplice, perché negli ultimi decenni la nostra sanità che era davvero un fiore all’occhiello mondiale, si è vista tagliare miliardi di euro, con conseguenti ospedali chiusi, dottori e infermieri con turni massacranti, tempi lunghissimi di attesa per visite e interventi. Tutto ciò viene taciuto perché adesso il colpevole è lo studente che corre al sud a infettare i parenti. L’abile regista del film giallo, sta direzionando lo spettatore verso il ragionamento sbagliato, altrimenti salta il colpo di scena finale.

Possiamo dunque affermare che con l’8 marzo 2020 inizia la caccia alle streghe, o meglio ai presunti untori, messa in atto da un perfetto coordinamento governo-stampa. Nessun tentativo da parte di questi pseudo-giornalisti, di analizzare la cosidetta fuga, inserendo magari nella lista i pendolari e i lavoratori di passaggio, così come gli universitari fuori sede. Ogni narrazione deve concorrere a suggerire una sola possibile lettura: il virus è fuori dalla Lombardia, colpa degli italiani irresponsabili, il governo vi aveva avvisato, non è colpa sua, prepariamoci al peggio!

Il video che mostra i viaggiatori nella stazione di Milano mentre si apprestano a partire il sabato sera, 7 marzo 2020, 24 ore prima dell’effettiva entrata in vigore del nuovo DPCM fa da cornice visiva alla narraziione che da sola non basterebbe.1 E l’italiano medio ci casca in pieno, magari spinto anche da quell’atavico odio tra nord e sud di memoria risorgimentale, che fa imprecare contro i ”nordisti” ( che poi sarebbero meridionali di ritorno) rei di fuggire dal virus senza preoccuparsi di infettare amici e parenti.

Ebbene, ma quali prove scientifiche ci sono che tutti coloro che stanno tornando alle loro rispettive residenze siano contagiati o contagiosi? Nessuna, non ce n’è bisogno, basta accettare l’idea che tutti sono potenziali asintomatici, tutti sono potensiali malati, tutti sono pericolosissimi! E soprattutto, mancano le prove scientifiche che il virus non si sia già sparso in Italia tramite le migliaia di cinesi che arrivano ogni giorno? Non si fermano mica solo in Lombardia? E cosa dire delle voci che girano e sostengono che il virus fosse in Italia già da ottobre 2019? Infatti si chiama Covid 19 la malattia e non Covid 20.

Dal sito www.salute.gov.it, del 13 febbraio 2020 leggiamo:

COVID-19 è l’acronimo di Co (corona); Vi (virus); D (‘disease’, malattia) e 19 (l’anno di identificazione del virus),

mentre nella rivista Società Italiana di Medicina Generale, si legge che:

Sembra ormai accertato che SARS-CoV-2 fosse già presente in Cina dal novembre 2019, soprattutto a Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, nella Cina Centrale. In quel periodo, le patologie polmonari (poi attribuite a SARS-CoV-2) venivano considerate come polmoniti anomale2

Possibile che il professor Burioni non ne sia a conoscenza? Se il Sars-Cov-2 era già presente in Cina nel novembre 2019, come si può pensare che sia arrivato solo ed esclusivamente in Lombardia nel febbraio 2020 e non abbia infettato altre parti d’Italia? Io penso a Prato, ad esempio, piccola cittadina toscana, dove il 20% della popolazione è cinese, ma si potrebbero fare molti altri esempi, dato che i cinesi in Italia ormai sono tantissimi e sparsi ovunque. Insomma, il cavallo è scappato e l’Italia chiude la stalla, come recita un articolo del Guardian in quei giorni, prima che Johnson venga colpito dal virus e improvvisamente cambi opinione sulla strategia per fronteggiare il virus.

Ma c’è qualcosa che corre più veloce del virus ed è il panico, attraverso le immagini dei medici e degli infermieri vestiti come astronauti, dei lombardi in fila davanti ai supermercati, di quelli che scappano al sud e tramite le notizie sempre più allarmanti dei giornali come ad esempio l’allerta ospedali poiché già mancano i medici.

E per finire, il film catastrofico continua con la diffusione del video di un drone che vola su Milano domenica 8 marzo, città emblema del consumismo e del traffico, che sembra una città fantasma, sembra lo scenario, appunto, di un film post apocalittico.

E poi si meraviglieranno se qualcuno scapperà al sud in cerca di normalità. Oltre alla salute, è morta anche la logica!

Note

1 https://gds.it/video/cronaca/2020/03/08/coronavirus-alla-stazione-di-milano-notte-di-fuga-dalla-zona-rossa-verso-il-sud-e7f856d0-f740-46d1-90dc-d689044b1c49/

2 https://www.simg.it/Riviste/rivista_simg/2020/02_2020/3.pdf

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