Autocertificazione e stato di guerra

Non credo sia un caso che abbiano scelto un uomo di bell’aspetto, con una parlantina sciolta e il sorriso amichevole, per impersonare il capo del governo durante l’inizio della psicopandemia. Giuseppe Conte è telegenico e soprattutto non ha precedenti politici, sembra venire dal nulla, è inattaccabile per quanto riguarda il suo passato. Si sa soltanto che simpatizza per il 5 stelle e, forse per questo, sarà sempre sostenuto, a torto o a ragione, dal giornale ”Il fatto Quotidiano”.

Gli italiani, d’altra parte, da anni si sono disinteressati della politica. La distinzione tra destra e sinistra esiste solo sui quotidiani e nei talk show ormai allineati a una narrativa unica. Dal 1994 ad oggi, tutto è cambiato per non cambiare nulla. Dalla prima alla seconda repubblica, ovvero dalla fine dei vecchi partiti come la Democrazia Cristana o il Partito Comunista all’avvento della Lega e del Berlusconismo, per poi passare alla terza Repubblica con la novità del Movimento 5 stelle e di un finto partito di sinistra, il PD, o Partito Democratico. Perché in questi passaggi non è cambiato nulla?

La realtà è che Berlusconi durante la Seconda Repubblica, ha governato per difendere i suoi interessi in primis e poi quelli dei suoi alleati tra cui la Lega, che da parte sua ha messo da parte gli ideali del federalismo per diventare un entità ambigua. Con la fine del Berlusconismo e della Lega di Umberto Bossi, il 5 stelle, nato come movimento del popolo e per il popolo, accanito accusatore della ”vecchia politica”, si è ben inserito nel tradizionalismo e nel conformismo che condannava aspramente, diventando il maggiore alleato del Partito Democratico e dimenticando completamente le promesse fatte al proprio elettorato in quella che sarebbe dovuta essere la Terza Repubblica.

Infine, la pandemia ha spalancato le porte per una Quarta Repubblica, nella quale il Parlamento ha assunto un ruolo secondario, servile rispetto al governo e la Magistratura appare dormiente dinanzi alle evidenti violazioni della Costituzione italiana e riduzione dei diritti basilari dei cittadini universali dell’uomo, in seguito all’emergenza infinita della pandemia Sars-cov-2 del 2020.

Per quanto riguarda le distinzioni politiche storiche, ancora più contorta e sconcertante è la situazione, dato che la destra rappresentata da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia pare difenda i diritti dei lavoratori, una specie di partito Comunista un po’ più aggressivo, mentre la sinistra rappresentata dal Partito Democratico, sembra rappresenti gli interessi delle classi dominanti, dei banchieri e di Confindustria, seguendo a capo chino i comandi dell’Europa.

In questo miscuglio di ideali e di valori, la Lega di Salvini, dopo essersi interessata principalmente di immigrazione clandestina, si è trasformata in un partito senza forza, senza personalità, che si allea con chi conviene perchè ormai da sola rischierebbe il tracollo. Il 5 stelle idem, dopo anni di gloria dovuti alla straordinaria propaganda sfoggiata dal duo Casaleggio-Grillo, dimostra di essere un partito di arrivisti, per lo più persone incapaci e inesperte, completamente distaccate dal loro elettorato e quel che è peggio, disinteressate ad esso. L’esatto contrario del movimento populista delle origini. Penso che se si svolgessero le elezioni politiche in questi giorni, l’unico partito a sparire quasi totalmente sarebbe proprio il 5 stelle, poiché è arrivato in Parlamento da milioni di elettori che non si sentivano più rappresentati dai nuovi partiti della seconda repubblica e che ora, vistesi traditi, probabilmente si rifiuterebbero di andare a votare. Un anticipo lo abbiamo visto alle recenti elezioni amministrative per i sindaci di alcune città, anche importanti come Roma e Milano, dove la percentuale dei votanti non supera il 50% degli aventi diritto:

Roma 48,8%

Milano 47,7%

Bologna 51,1%

Torino 48%

Napoli 47,19%1

Questo calo di partecipazione per un evento così importante come l’elezione di un sindaco, è’ un segno dei tempi che dovrebbe preoccupare i politici, così è sempre stato, invece tutto scorre nell’entusiasmo della digitalizzazione e nella ancora attuale psicosi da covid. Per il politico della quarta repubblica, in sostanza, l’elettorato non conta più.

Lo stato di guerra per l’affermazione della tecnocrazia, infatti, non è ancora terminato. Il primo segnale è stato quello della autocertificazione del marzo 2020. Per la prima volta nella storia italiana, i cittadini devono dichiarare dove stanno andando su un foglio di carta firmato, un documento che le forze dell’ordine sono tenute poi a leggere e a controllarne la veridicità, pena una multa salata che parte dai 300, 400 euro. In pochi lo abbiamo ritenuto un obbligo ridicolo oltre che anticostituzionale, in molti, quelli ormai già forgiati dalla psicopandemia, un atto necessario ai fini di spingere le persone a restarsena a casa. Ma ciò che rende tutto terrificante è che nemmeno in tempo di guerra si controllavano le persone h24. I miei genitori che la guerra l’hanno vissuta, anche se da piccoli, non mi hanno mai parlato di un lasciapassare autocertificato per muoversi. Mi hanno raccontato del coprifuoco, delle fughe nei rifugi durante i bombardamenti, ma per il resto la vita scorreva in una sorta di normalità.

In questa guerra al virus, al nemico invisibile, improvvisamente la Costituzione redatta proprio dopo la seconda guerra mondiale, quindi a freddo dei sanguinosi eventi e della recente dittatura fascista, diventa un documento di minore importanza rispetto ai decreti legge del governo Conte, che, avendo carta bianca, può decidere, come in questo caso, di restringere la libertà degli italiani in maniera sempre più severa.

E per la minoranza che ha subito compreso il pericolo di una tale manovra, la paura di essere in guerra con un nemico interno, ovvero il proprio governo, ha di gran lunga superato la paura del covid 19. Questo ci ha dato la forza di resistere fino ad oggi, anche se non so per quanto ancora.

1https://www.lastampa.it/politica/2021/10/04/news/affluenza-elezioni-2021-alle-urne-il-54-69-degli-italiani-nelle-grandi-citta-record-negativo-1.40773567

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