I miei racconti

Il racconto che segue ha vinto il primo premio al concorso nazionale di narrativa “Carla Boero”, anno 2014.

Se non avete tempo di leggerlo, potete scaricarlo al seguente link:

la-donna-che-comprava-abbracci

                                    “La donna che comprava abbracci”

Via Garibaldi, Torino, ore 16.

Dalila cammina guardandosi intorno con attenzione. Cerca un posto adeguato per iniziare la sua giornata di lavoro. Le luminarie di Natale quest’anno sono molto originali, sono citazioni di libri famosi, almeno per chi li ha letti. Dalila ne ha lette alcune, immergendosi in quella dimensione parallela che è la parola scritta, sognando ad occhi aperti come solo lei sa fare. Le parole. Sono in grado le parole di risvegliare le persone dal torpore dei sentimenti? E’ sufficiente leggere una citazione, quella giusta, per accorgersi di un errore commesso o persino può essa essere così ingegnosa da suggerirci il modo di riparare?

Bastano poche parole scritte bene a farci capire chi siamo e cosa vogliamo? A svelare i nostri veri desideri? A indicarci la famosa via? Sono le parole il segreto svelato della nostra esistenza? Dalila non lo sa. Sa soltanto che ha passato metà della sua vita, a parlare, parlare e parlare, e l’altra metà ad ascoltare, ascoltare e ascoltare, ma mai nessun segreto le si è rivelato. Nella sua vita non ci sono stati né adorabili nonnine dai saggi insegnamenti, né severi maestri cinesi dai saggi consigli. Su ogni muro incontrato per strada ha dovuto batterci la testa, rompersela, medicarsela e guarire il tutto in perfetta solitudine. Questo perché lei quando vede il sole, non vede una stella che brilla di luce propria, ma un padre che le riscalda amorevolmente la pelle. E non usa profumi perché le piace annusare gli odori della vita. E se piove esce senza ombrello per rabbrividire e poi cercare conforto sotto una coperta una volta a casa. E quando vede un gatto è convinta di poter comunicare con lui attraverso la mente. E ama sorridere a tutti e perdonare e dimenticare. E pensa che la vita sia un tesoro inestimabile e che occorra non sprecarne neanche un minuto, un secondo, un attimo.

Ora Dalila è in via Garibaldi. C’è molta gente in giro per passeggiare o fare acquisti natalizi. Dalila, invece, sono anni che a Natale non compra nulla, almeno, nulla di materiale. Infatti lei compra abbracci.

Si sistema davanti a un edificio. La gente passa e la guarda mentre lei appoggia il suo cartellone pubblicitario, dove si legge: “Compro abbracci.” Qualcuno sorride divertito, qualcuno si ferma. Dalila è in piedi avvolta nel suo piumino nero, le mani riparate nei tasconi.

-In che senso compri abbracci?- le chiede un signore dall’aria distinta mano nella mano con la sua compagna.

-Lei mi abbraccia e io in base al calore ricevuto la pago.-

-Stai scherzando?- le dice. -Prova!- lo istiga la probabile consorte.

-D’accordo!- Un po’ imbarazzato l’uomo abbraccia Dalila.

-Allora?- le chiede.

-Be’, non era molto caloroso, solo curiosità la sua, posso darle solo un euro!-

-Va bene! Hahaha!- l’uomo e la sua compagna ridono divertiti, prendono l’euro e si allontanano commentando allegramente l’accaduto.

Dopo poco si ferma un gruppo di ragazzine. L’abbracciano a turno. Ad ognuna di esse regala degli euro.

Poi è la volta di un anziano. Lui l’abbraccia con le lacrime agli occhi. Dalila gli offre venti euro. Lui rifiuta. -Dovrei dartene io cento.- le dice prima di andarsene.

Si ferma una donna. Ha l’aria stanca.

-E’ una candid camera?- le chiede.

-No.-

-Perché lo fai allora? Hai soldi da buttare?-

-Da buttare? Le persone mi abbracciano. Mi danno qualcosa e io ricambio in base al calore che sento.-

-Ma ti abbracciano perché li paghi. Che calore vuoi sentire?-

-Tu mi abbracceresti gratis?-

-Se ti conoscessi si, se fossimo amiche, parenti.-

-E perché? Se ti dicessi che ne ho bisogno?-

-Anche io.- annuì la donna un po’ commossa. Si abbracciano forte e a lungo.

-Non osare pagarmi!- le dice prima di andarsene. -Consideralo il mio regalo di Natale.-

Dalila le sorride. Ogni tanto qualcuno la capisce.

Il pomeriggio trascorre rapido tra abbracci freddi, meno freddi, divertiti, curiosi, finti, meno finti, calorosi, allegri, commoventi.

Verso le otto Dalila prende il suo cartellone e si avvia verso casa.

L’aspetta un brodo caldo e il suo gatto Mirò. Gli racconterà della sua giornata, sa che lui l’ascolta sempre con pazienza e curiosità e che dopo aver apprezzato le sue mille parole, le offrirà gratuitamente i suoi mille abbracci.

Fuori le temperature sono improvvisamente calate. Comincia a nevicare.

Emilia Capasso

dicembre 2013

 

2 thoughts on “I miei racconti

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  1. Ciao Emilia,
    bel racconto, bella idea e ben scritta. Ho letto i tuoi post su ” i libri più belli…” credo che compreró Gallery, mi attira lo strillo di copertina. Non te la prendere per la reazione che hai incontrato sul forum, credo ci sia un fondo di invidia da parte di qualche persona un po’ acida…anche io mi diletto a scrivere, ma mai ho pubblicizzato sul forum, non perchè non sia il posto giusto, perchè dovrebbe esserlo, ma perchè frequentandolo da molto, ormai conosco bene chi scrive. Da tempo sono solo un lettore silente del blog, ma partecipo pochissimo, solo quando il mio fegato proprio non sopporta più… 😉
    Complimenti, continua a scrivere hai un bellissimo stile.
    Ennore

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  2. ciao, piacere di conoscerti! Io credo molto nel mio romanzo, so quanto mi è costato e tutta la sostanza che ho cercato di imprimergli. Con il tempo ho imparato a dare poco peso a chi di professione fa il provocatore sui blog e mi dispiace ammettere che l’oscar va alle donne! Grazie per essere venuto nel mio blog e per i complimenti. Seguirò il tuo con piacere. Fammi sapere poi le tue opinioni su Gallery, per me sarà molto importante.
    Un abbraccio virtuale.
    Emy

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